Demolizioni, movimentazione delle macerie – Il Comitato chiede rispetto della normativa e del diritto al recupero

La normativa vigente recita:
“Non costituiscono in ogni caso rifiuto i resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico, dei beni ed effetti di valore anche simbolico, i coppi, i mattoni, le ceramiche, le pietre con valenza di cultura locale, il legno lavorato, i metalli lavorati.”

La normativa vigente prevede che le operazioni di selezione dei materiali risultati da crolli e demolizioni devono essere compiute in modo tale da garantire:

  • il recupero dei beni di interesse architettonico e di interesse storico-­‐culturale;
  • il recupero degli oggetti di valore;
  • la differenziazione dei rifiuti al fine di favorire il recupero delle frazioni recuperabili

La normative vigente esplicita che il recupero degli elementi costruttivi, lapidei e non, che non costituiscono rifiuto, è dovuto principalmente per non danneggiare, disperdere o distruggere componenti con significativo valore intrinseco.

La normativa vigente prevede che siano   affidati al Comune competente per territorio, ai fini della loro restituzione, gli oggetti di valore o con valore affettivo.

È impossibile non rilevare che nelle ordinanze finora emanate da parte di questa Amministrazione comunale, e nelle procedure effettivamente attuate, non sia stato fatto proprio, e dunque rispettato, lo stato di “proprietari delle macerie” di quelli che ancora sono i proprietari degli immobili.

Pertanto, il Comitato 3e36 CHIEDE CON URGENZA:

  • L’effettivo rispetto e applicazione della normativa vigente in materia di interventi di emergenza, e di gestione delle macerie e dei materiali provenienti dalla demolizione dei fabbricati;
  • La redazione di un disciplinare tecnico di dettaglio per la gestione delle macerie e dei materiali provenienti da crolli e demolizioni da parte della Regione Lazio, in quanto soggetto attuatore, analogamente a quanto già fatto da altri soggetti attuatori (ad esempio dalla Regione Marche);
  • Trattamento dei materiali derivanti da crolli su strada:
    • Apertura di un canale ufficiale di segnalazione attraverso il quale il proprietario di stabili incidenti sulle aree da sgomberare possa segnalare la presenza di manufatti di interesse, di cui deve essere garantita la raccolta selettiva sul luogo di produzione;
    • Rispetto del diritto alla presenza dei proprietari nelle fasi di selezione delle “macerie”, subordinato solo alla garanzia delle condizioni di sicurezza, di cui deve essere comunque dato congruo preavviso ai soggetti interessati e coinvolti
    • Ricorso alle procedure di emergenza limitatamente alle aree pubbliche e, per la viabilità, a casi realmente motivati, funzionali alla sicurezza e non procrastinabili;
  • Demolizioni e trattamento dei materiali derivati da demolizioni e crolli non su strada:
    • Elaborazione, da parte del Comune di Amatrice, di un piano concertato demolizioni/movimentazione macerie (peraltro esplicitamente previsto dal DL n. 189), che consenta il rispetto delle procedure, che prevedono tra l’altro l’ispezione preventiva da parte del MiBACT e la presenza del proprietario, allo scopo di preservare quanti più manufatti di interesse architettonico, artistico e storico possibile, nonché beni ed effetti di valore simbolico e affettivo;
    • Coinvolgimento del proprietario in tutte le fasi del processo, con la possibilità di presenziare alla demolizione di cui deve essere dato congruo preavviso e diritto di accesso ai siti di stoccaggio.

Il documento completo è stato inviato al Comune di Amatrice, alla Regione Lazio, al MiBACT, al Commissario Errani, al Capo della Protezione Civile, e per conoscenza alla Procura e alla Prefettura di Rieti: Comunicato ufficiale [pdf]

2 Comments

  1. maurizio zano

    Tutto ben fatto. Ma dobbiamo cominciare a ragionare in termini di Amatrice, e ACCUMOLI. Perchè il 3e36 si occupa di Accumoli e Amatrice. E vero che poco sappiamo di Accumoli, allora cominciamo a vederlo come il Territorio di cui ci occupiamo.
    Grazie, Maurizio Zano

  2. Pingback: Il MiBACT risponde al Comitato 3e36 su macerie e demolizioni – Comitato 3e36

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