L’incontro con Gazzani, Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio

“Colloqui Amatriciani”

Le chiacchiere e le regole. Il processo di ricostruzione, davvero.

Incontro con Mariagrazia Gazzani – Ufficio Speciale Ricostruzione Lazio

Amatrice, 16 dicembre 2017

 

All’incontro pubblico con e per i cittadini organizzato ad Amatrice dal Comitato Civico 3e36, l’arch. Mariagrazia Gazzani ha illustrato ai numerosi cittadini presenti importanti argomenti sulla ricostruzione post sisma.

  

Nel Lazio l’ Ufficio Speciale Ricostruzione ( USR ) ha giurisdizione sui 15 comuni posti all’interno del cratere. Si occupa anche degli altri comuni cosiddetti “fuori cratere” che hanno subito danni minori, ma hanno comunque diritto a finanziamenti per la ricostruzione.

L’ USR si occupa della Ricostruzione pubblica, della Ricostruzione privata, e dell’ Urbanistica con il ruolo di collegamento tra la Regione Lazio ed i Comuni.

 

La ricostruzione Pubblica

L’USR ha disponibilità economiche per la Ricostruzione pubblica che avviene attraverso la contabilità speciale. Il Governo, infatti, tramite il Commissario Straordinario, attribuisce, con Piani della ricostruzione, i finanziamenti per la ricostruzione delle varie opere pubbliche, che procedono secondo la disponibilità dello Stato.

Ci si lamenta per la lentezza nei tempi della Ricostruzione pubblica, ma le regole, per la sua attuazione, seguono il Codice degli Appalti, ed al Codice degli Appalti non si può derogare, attraverso Ordinanze, perché esso deriva da direttive europee.

Sono stati finora presentati 4 stralci per le opere pubbliche:

– fondi per le scuole di Amatrice ed Accumoli

– fondi per scuole di altri comuni del cratere

– primo piano per Opere pubbliche (per Amatrice sono stati richiesti interventi per il Cimitero Monumentale, per l’ex mattatoio ed altre due opere).

I Sindaci dei Comuni del cratere si sono riuniti, in settimana, nel Comitato Istituzionale, per discutere sulla provvista di 135 milioni, disponibili per le Opere pubbliche. Queste verranno finanziate sulla base delle priorità espresse dai vari Sindaci. Il Lazio, con i 15 Comuni del Cratere, vale il 14% delle somme che vengono messe a disposizione per le quattro regioni, e ad Amatrice è destinato il 45% delle somme del Lazio.

Il Sindaco di Amatrice ha dato priorità alle seguenti opere pubbliche: dissesti geomorfologici, opere di urbanizzazione delle frazioni e cimiteri.

 

La ricostruzione privata

I finanziamenti per la Ricostruzione privata non passano attraverso l’USR. Essi sono immediatamente disponibili dal momento dell’approvazione della richiesta di finanziamento, che avviene tramite emissione di un decreto firmato dal dott. Fermante dell’USR Lazio.

La Ricostruzione privata è finanziata con il meccanismo del credito di imposta, meccanismo non utilizzato nel terremoto dell’Aquila ed usato, invece, in quello dell’Emilia-Romagna. Quando una pratica di ricostruzione viene approvata, la Cassa Depositi e Prestiti accende una sorta di mutuo, attraverso la banca convenzionata, con la creazione di un conto dedicato dove ricevere le provviste economiche.

Non ci sono limiti annuali al finanziamento della ricostruzione privata, quella del tetto annuo è una leggenda da sfatare.

Altra leggenda da sfatare è che i cittadini debbano anticipare a qualsiasi titolo somme ai tecnici incaricati. Tutte le spese tecniche sono infatti contenute e regolamentate nel decreto.

I tecnici, abilitati e iscritti all’Elenco Speciale, liberamente scelti dai cittadini, dovranno essere da questi incaricati mediante la sottoscrizione di un contratto scritto.

Saranno quindi i tecnici, tramite il portale MUDE ( Modello Unico Digitale per Edilizia ), a presentare la richiesta di contributo allegando tutta la documentazione in formato digitale.

La documentazione, caricata sul portale MUDE, sarà accessibile, contemporaneamente, al Comune, all’USR ed ai cittadini.

Nella gestione delle pratiche sono definiti i tre seguenti compiti:

  • L’ USR controlla il computo metrico, la superficie legittimata e calcola l’importo finanziabile.
  • L’ Ufficio Tecnico di ogni Comune verifica la conformità edilizia e urbanistica.
  • Il Genio Civile esprime parere sulla parte strutturale.

Concluse con esito positivo le tre procedure sarà emesso il decreto di finanziamento e immediatamente aperto il conto dedicato dove ricevere le provviste economiche.

Anche la risposta sismica locale è finanziata, e contestualizza il dato geologico sotto ogni singola abitazione. E’ assolutamente importante che sia fatta, da subito, incaricando un geologo che, come i progettisti, sarà pagato, con SAL 0, il giorno successivo alla data di emissione del decreto di finanziamento.

 

Il decreto legge N. 189 emesso dal Parlamento e varie volte modificato (recentemente anche la scorsa settimana), è l’impianto normativo che governa la Ricostruzione, ed indica chi ha diritto, e chi non ha diritto, alla ricostruzione individuando sia le persone che i fabbricati.

Le norme del decreto 189 sono applicate dal Commissario Straordinario tramite le Ordinanze Commissariali, attualmente 42, che nel terremoto dell’Emilia hanno raggiunto il numero di 100.

Si tratta di un impianto legislativo articolato, e le Ordinanze possono essere modificate; vengono, infatti, man mano recepite le diverse esigenze, seguendo le indicazioni degli USR, che, nella loro applicazione, trovano problematiche differenti tra le quattro Regioni coinvolte dal sisma.

 

Dissesto idrogeologico, microzonazione sismica e perimetrazioni

L’Ordinanza N. 24 ha finanziato gli studi geologici.

I Comuni del Cratere dovevano incaricare dei geologi per espletare detti studi, nei punti del territorio selezionati per i sondaggi, fornendo i dati che, elaborati da INGV e CNR, saranno in grado di individuare il fattore locale di amplificazione sismica.

I risultati della Microzonazione Sismica di terzo livello, e dell’analisi delle frane, saranno consegnati il 24 dicembre.

I dati saranno ,quindi, saranno messi a sistema da una Commissione che ne validerà i risultati.

Il Comune di Amatrice ha richiesto il finanziamento per alcuni dissesti idrogeologici presenti nel territorio, e già censiti nella cartografia del Piano di assesto idrogeologico (PAI), distretto del Tronto 2010.

Sono stati richiesti finanziamenti per Opere di Messa in Sicurezza di frane di tipo R4 e R3, ovvero le frane con rischio maggiore. Non si può infatti prevedere di ricostruire con soldi pubblici in presenza di grave rischio idrogeologico se non avendo prima bonificato il territorio.

L’USR ha individuato con i geologici, Frazione per Frazione, le frane R4 e stabilito l’importo necessario alla messa in sicurezza del territorio ( importo stimato in circa 17 milioni ).

La città di Amatrice era già lambita da due frane R4 nel PAI . Queste due frane sono di notevoli dimensioni e richiederanno tempi lunghi per la loro messa in sicurezza.

La situazione di Amatrice comporterà, probabilmente, la possibile delocalizzazioni di alcune sue parti collocate in prossimità delle due frane.

Per le Frazioni di Amatrice si delineano tre possibili situazioni per quanto riguarda il rischio frane:

  • Libere, Frazioni senza problemi e dove la ricostruzione potrà partire subito ( es. Torrita e Torritella )
  • Bloccate, Frazioni con un dissesto geologico grave che andrà bonificato prima di potere far partire la ricostruzione. Ad es. Prato e Cossito sono Frazioni con grave dissesto idrogeologico R4 e hanno avuto confermata la perimetrazione con delibera della Regione Lazio: è inibita nel perimetro qualsiasi attività di ricostruzione prima della messa in sicurezza. Le conferme di perimetrazione sono in attesa di studi dei geologi per possibili coni d’ombra frana.
  • Sotto osservazione, Frazioni dove i geologici si sono riservati di fare approfondimenti ( circa 25.30 Frazioni )

Nel territorio potrebbero essere presenti frane recenti, sisma-indotte, non ancora cartografate. Dalla prossima settimana una task force di geologici farà degli approfondimenti sulle 25 30 frazioni “sotto osservazione”che potranno successivamente essere o liberate ( se in assenza di criticità ) o bloccate ( se verranno riscontrate criticità) . In questo ultimo caso dovranno essere incrementati i 17 milioni destinati al dissesto attualmente finanziati.

In tutte le Frazioni dove il dissesto idrogeologico non è stato finanziato sono state finanziate le Opere di Urbanizzazione pubblica.

Questo finanziamento permetterà che la programmazione delle opere private parta insieme alle Opere di Urbanizzazione pubblica. Se ad esempio Torrita viene deperimetrata, la Ricostruzione privata dovrà/potrà essere preceduta da quella delle Opere di Urbanizzazione che sono già finanziate nella contabilità speciale della Ricostruzione pubblica.

Il 95% delle Osservazioni alle Perimetrazioni ricevute dall’USR ha riguardato la richiesta di uscire dalla Perimetrazione.

San Lorenzo e Flaviano è stata, invece, l’unica Frazione a presentare una Osservazione che richiedeva una perimetrazione più ampia per poter essere sottoposta, nella sua interezza, a Piano Urbanistico Attuativo.

 

La partecipazione dei Comitati alla ricostruzione

Il Comune di Amatrice, a differenza di quello di Accumoli, ha chiesto che, per ogni Frazione, fossero formalizzati dei Comitati ( Associazioni dei proprietari). E’ stato approvato un apposito regolamento comunale per avere una rappresentanza qualificata dei cittadini ai tavoli di Partecipazione/Concertazione e cercare, proprio attraverso la Partecipazione, di snellire il processo decisionale.

Quando una Frazione avrà avuto il via libera idrogeologico, verrà chiamata dall’USR a decidere se ha o meno problematiche urbanistiche da affrontare, e decidere, quindi, se c’è necessità e si vuole, per qualsiasi ragione ricostruire la Frazione diversa da come era.

Se il Comitato di Frazione vuole ricostruire la Frazione diversa da come era, ad esempio avere una piazza o affrontare il problema di numerosi immobili non recuperabili perché ruderi, sarà necessario dotarsi di un Piano Urbanistico Attuativo.

Se il Comitato di Frazione vuole, invece, ricostruire la Frazione come era, e non viene, pertanto, espressa la necessità di effettuare cambiamenti di tipo urbanistico, la decisione dovrà essere formalizzata in un verbale di assemblea del Comitato.

Il verbale di assemblea sarà inviato al Comune, che lo trasmetterà alla Regione Lazio, specificando :

  • che non si ritiene necessaria la redazione di un Piano Urbanistico Attuativo
  • che si vuole accelerare la Ricostruzione privata
  • che, di conseguenza, si chiede la deperimetrazione della Frazione.

La Regione a questo punto deperimetra la Frazione e la Ricostruzione privata può partire.

 

Il sistema degli aggregati

L’impianto urbano delle Frazioni è normalmente costituito da due grandi categorie di edifici:

Edifici singoli (sono tali anche i condomini se strutturalmente unitari)

Aggregati (edifici riuniti in isolati) che costituiscono la maggioranza dei casi nel nostro territorio

Sono arrivate all’USR, ad oggi, 130 proposte di Aggregati Volontari, aggregati che sono l’anticamera della Ricostruzione privata.

La proposta di Aggregato Volontario è la proposta che alcuni cittadini, proprietari di un isolato urbano, trasmettono via PEC alla USR e al Comune di appartenenza.

Se la Frazione non ha problemi di dissesto idrogeologico, l’USR valuta la bontà della proposta di Aggregato Volontario, e, se l’aggregato viene accettato dalla Amministrazione Comunale, può partire la progettazione e la presentazione della pratica di rimborso.

Se in una Frazione ci sono molte richieste di Aggregato Volontario, significa che le persone cominciano a mettersi insieme per risolvere i problemi, e questo è molto positivo perché significa che c’è volontà di ricostruire.

Gli aggregati sono normalmente complicati, per problemi con vicini, problemi per la scelta del tecnico, problemi per la suddivisione dell’isolato urbano in unità strutturali minime (UMI). Quando viene presentata una proposta di Aggregato Volontario senza l’unanimità dei proprietari, l’URP, che preferisce sempre avere massima adesione, chiede i motivi ai proprietari assenti.

In un aggregato è comunque sufficiente avere il 51% della proprietà; gli assenti vengono, eventualmente, temporaneamente sostituiti dal Comune.

La proposta di Aggregato volontario è stata “inventata” dalla Regione Lazio per consentire ai progettisti di non appesantire il progetto di aggregato prima di caricarlo sul MUDE, e consente ai cittadini di cominciare a rapportarsi con i vicini nell’affrontare i problemi della Ricostuzione.

Un aggregato è un insieme di unità edilizie che devono essere riprogettate strutturalmente insieme; se le case sono ancora in piedi, l’ingegnere dovrà definire quale il miglior approccio strutturale per la rinascita dell’aggregato.

Ma dove ci sono solo macerie sarà possibile proporre l’aggregato con maggiore libertà perché la continuità strutturale non è più in essere. Cosa importante è che gli ingegneri, quando hanno a che fare con aggregati disomogenei, spezzino l’aggregato originario in funzione delle volumetrie, delle geometrie e delle caratteristiche costruttive degli edifici, utilizzando ad esempio dei giunti sismici.

Gli aggregati possono essere volontari o obbligatori.

 

Quando una Frazione deperimetrata ha presentato solo alcuni Aggregati Volontari, mentre altri non sono stati presentati, è il Comune che dovrà garantire il diritto del cittadino alla Ricostruzione costituendo Aggregati Obbligatori. Il Comune, infatti, si può sostituire al dovere del cittadino per tutelare il diritto di chi vuole ricostruire, ma non trova accordo con il vicino.

La conoscenza di tipo strutturale sugli aggregati, proposti dai tecnici scelti dai cittadini, esprime una volontà concreta, ed è sempre migliore di quella eventualmente fatta dal Comune, che naturalmente si basa solo sulla carta.

L’ordinanza N. 19 a breve verrà cambiata stabilendo che un aggregato potrà essere costituito anche solo da 2 unità.

La proposta di aggregato volontario è solo una proposta, e NON bisogna fare coincidere la formulazione di proposte di aggregato volontario unitamente alla costituzione dei Consorzi, seguendo spesso le indicazioni, non corrette, di alcuni professionisti . I Consorzi di Aggregato possono essere costituiti solo DOPO che gli

Aggregati sono stati definiti ed hanno ottenuto l’assento da parte dell’Amministrazione Comunale. Alcuni professionisti, purtroppo, per agganciare i loro clienti fanno leva sulla costituzione di Consorzi, che, in questa fase, NON sono assolutamente ammissibili.

 

Dove era come era

Il dove era come era è un modo di dire per semplificare:

  • dal punto di vista urbanistico quando si dice come era e dove era significa dovere ricostruire nella stessa area di sedime e con la stessa volumetria. Se, invece, sempre dal punto di vista urbanistico, vogliamo cambiare le volumetrie, o si rende necessario, o vogliamo, delocalizzare sarà, allora, necessario scomodare l’urbanistica con la redazione di un Piano Urbanistico Attuativo.
  • dal punto di vista sismico ( strutturale ) il dove era e come era non ha ragione di essere; infatti anche ricostruendo nella stessa geometria e nello stesso sedime, l’edificio danneggiato dovrà secondo Decreto essere oggetto o di “rafforzamento locale”” o “miglioramento sismico ” o “adeguamento sismico” a garanzia della sua sicurezza antisismica.

Gli interventi sugli edifici danneggiati dal sisma si dividono in:

  • Rafforzamento locale ( edifici con danno lieve )
  • Miglioramento sismico ( l’edificio è in piedi ma ha subito danni maggiori e quindi si deve migliorare la sua struttura con una percentuale dell’ 80 % di sicurezza)
  • Adeguamento sismico ( dovuto per legge in caso di demolizione e ricostruzione, e prevede il 100 % di sicurezza).

 

L’USR suggerisce che, anche in assenza di un Piano Urbanistico Attuativo, sia fatta la SUM ( Struttura Urbana Minima) e il DDR ( Documento Direttore della Ricostruzione ) e, cosa sempre necessaria, si faccia lo screening della vulnerabilità dei centri.

Anche in un centro deperimetrato che rinuncia al Piano Urìbanistico Attuatico l’USR vorrebbe fosse fatta la Verifica di Vulnerabilità Urbana, con strade di accesso e con luoghi sicuri di passaggio. Tutto ciò andrebbe garantito con altri strumenti insieme alla qualità della Ricostruzione, argomento che va comunque esaminato.

L’USR lancia la proposta che nelle Frazioni dove non sia previsto il Piano Urbanistico Attuativo, si attivino dei gruppi di lavoro su temi di progettazione urbana per la ricostruzione dei centri, su “progettazione partecipata” con linee guida sulla qualità architettonica

Dove ci sono Frazioni ( es. Preta ) con versanti in scivolamento e problemi di viabilità in sicurezza andrebbe valutato caso per caso se è possibile delocalizzare o ricostruire in loco.

Secondo i geologi tutte le frane sono possibili di messa in sicurezza, e, quindi, se sarà possibile la messa in sicurezza, andranno finanziate le opere di consolidamento, e poi potrà partire la Ricostruzione privata.

La Soprintendenza, nella necessità di preservare la memoria dei luoghi, tende comunque a mantenere la struttura originaria dei borghi e dei centri storici anche come impianto urbano.

 

Quali sono gli edifici che non hanno diritto al rimborso.

Vanno individuati alcuni principi fondamentali :

  • Diritti soggettivi della persona. Poichè non possono essere dati finanziamenti ai morti, i proprietari dovranno essere sempre identificati mediante atti di successione o rogiti notarili. Il proprietario può sempre mettere in regola la sua posizione agendo secondo la legge, effettuando rogiti o successioni. L’assetto proprietario deve essere, comunque, messo in regola, ed ogni soggetto dovrà attivarsi in tale senso, verificando la sua posizione.
  • Immobili che hanno diritto alla ricostruzione. Avranno diritto ai finanziamenti le prime, le seconde e anche le terze case. Il tessuto dei nostri territori ha fino al 70 % di seconde case e quindi la Ricostruzione avrà un impatto economico molto alto.
  • Immobili ad uso abitativo che NON hanno diritto alla ricostruzione:
    • immobili collabenti, accatastati come F2 con rendita 0 e tasse 0
    • I ruderi ( senza tetto o pareti )
    • Edifici con inagibilità pre-sisma a seguito di specifica ordinanza del Comune.
    • Abitazioni non utilizzate che non avevano allacci ( luce acqua fogna ). Le abitazioni non utilizzate che avevano invece contatori sigillati saranno finanziate.
  • Immobili ex stalle e fienili che NON hanno diritto alla ricostruzione:
    • Immobili che non avevano idoneità statica.

Se un immobile era ex produttivo, tipo ex stalle, è necessario avere l’incidenza sull’assesto urbanistico di tali immobili che erano agibili, ma va, comunque, definito se erano pertinenze o meno.

Immobili di pertinenza, utilizzati anche come deposito, ma in sicurezza statica, saranno finanziati

 

RIASSUMENDO

  • Il 24 dicembre saranno definite le Zone di Attenzione sismo indotte e sarà noto anche il fattore di amplificazione sismica che al 99% non impedisce la Ricostruzione ma può aumentare i costi della ricostruzione delle strutture.
  • Se non ci saranno rischi di frana sarà possibile per ogni Frazione scegliere se avvalersi o meno di un Piano Urbanistico Attuativo.
  • L’URP contatterà il comitato di Frazione (Associazione dei proprietari), o una rappresentanza ( es. i rappresentanti degli aggregati volontari presentati )
  • Si cercherà di valutare in quell’impianto urbanistico la vulnerabilità urbana. Alcune Frazioni potrebbero infatti evidenziare esigenze di vulnerabilità dell’impianto urbanistico, delle vie di fuga o di una strada di accesso.
  • Il Comune e l’USR si faranno carico di stabilire i criteri della sicurezza pubblica.
  • Verranno analizzate le Osservazioni espresse in sede di approvazione delle perimetrazioni.

 

Il Comitato 3e36 ringrazia l’Arch. Gazzani per la sua disponibilità e la invita a partecipare ad un prossimo “Colloquio Amatriciano” non appena saranno disponibili i dati finali su Microzonazione e rischio idrogeologico.

 

24/12/2017

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