Sabato 16 dicembre 2017 – Colloqui Amatriciani, incontro con Mariagrazia Gazzani, Ufficio Speciale per la Ricostruzione

Sabato 16 dicembre alle ore 10:30 l’architetto Mariagrazia Gazzani, direttore dell’area di pianificazione urbanistica e ricostruzione pubblica dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione del Lazio, dialogherà con i cittadini nell’ottavo dei nostri Colloqui Amatriciani.
Il tema dell’incontro: “Le chiacchiere e le regole. Il processo di ricostruzione, davvero”.

Sul processo di ricostruzione si fanno molte chiacchiere ma poca chiarezza.

Nessuno di noi è esente da dubbi sulle procedure e interrogativi a cui è difficile avere risposta.

La mia casa sarà davvero ricostruita dov’era e com’era? E quali saranno i tempi della ricostruzione?
In cosa consiste la perimetrazione di un borgo? Meglio stare dentro o fuori?
Posso dire la mia sui piani attuativi? (Già, ma cosa sono i piani attuativi?)
Cos’è un aggregato? Davvero debbo mettermi d’accordo con quell’antipatico del vicino?…
È davvero sufficiente “essere seguito da un bravo tecnico?”

Cercheremo di rispondere a queste domande, e a tutte quelle che i cittadini vorrano porre.

L’incontro avverrà presso la struttura messa a disposizione del Comitato 3e36 dalle Brigate di Solidarietà Attiva, in località Villa San Cipriano, Amatrice.

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COMUNICATO STAMPA – La gravissima situazione delle SAE di Amatrice e Accumoli

COMUNICATO STAMPA

Nelle “casette” dei terremotati topi, rischio neve e finti allarmi terremoto.
I disastri del mancato ascolto.

Le SAE, strutture abitative di emergenza consegnate alle popolazioni terremotate di Amatrice e Accumoli, rappresentano l’ennesimo esempio di come le soluzioni imposte dall’alto, senza l’indispensabile coinvolgimento delle popolazioni interessate, portano al disastro annunciato.

Innumerevoli sono i problemi grandi e piccoli che gli assegnatari debbono affrontare quotidianamente, e che vanno ad accrescere il disagio di chi già ha perso la propria casa.

Così, ad esempio, ecco comparire i roditori, che bucano il materiale con cui l’isolamento delle condutture idriche è stato “pensato”, e i cittadini debbono intervenire per mettere in sicurezza le tubature – privatamente, a quale rischio?

E se non si avverte l’amico che abita “due SAE più in là”, si corre il rischio di farlo saltare dal letto ogni volta che si avvia una lavatrice: in queste strutture prefabbricate, infatti, le vibrazioni si trasmettono, e l’effetto è un “terremoto simulato”.

Se poi decisori e attuatori perdono di vista la quota – quel s.l.m. che ad Amatrice, ad esempio, segna 955 mt – allora si hanno SAE con porte che aprono verso l’esterno.
Poco male ad agosto, ma qualche problema in questo periodo, o fra un mese, con un metro di neve che di fatto impedirà di uscire.

Il Comitato 3e36 denuncia l’ennesimo intervento “tempestivo” (ammesso che 16 mesi configurino davvero una risposta tempestiva?) realizzato in modo pressappochista.
Una politica che “tappa i buchi” alla meglio, dimenticandosi di immaginare i bisogni delle persone vere.

In questo caso, come in molti altri, sarebbe bastato condividere: progetti, messa in opera, siti di realizzazione… le popolazioni locali sono depositarie di conoscenze e competenze che, visti i fatti, sono esattamente ciò di cui avrebbero bisogno decisori politici e attuatori per rendere ogni decisione o intervento davvero risolutivi.

 

Allegati:

  1. testo trasmesso alle autorità competenti con le osservazioni di questo Comitato sulla grave situazione in cui versano le SAE di Amatrice e Accumoli
  2. regolamento d’uso approvato nello scorso novembre dal consiglio comunale di Amatrice, purtroppo senza previo ascolto delle esigenze della cittadinanza